Il nuovo progetto di fakemink è un’esaltazione di suoni distorti e pitch improbabili. E funziona
Attraverso bassi esasperatamente distorti e produzioni scottanti, Terrified emerge come un progetto altamente innovativo e sorprendentemente riuscito. I dubbi che aleggiavano sulla solidità dello stile di fakemink sono stati spazzati via da un disco che si impone come punto di riferimento dello pseudo-genere dell’Internet Rap, sottolineando la necessità per il mondo dell’hip hop di tornare alla sperimentazione.
Quasi interamente autoprodotto, l’atteso progetto dell’artista dell’Essex conferma le buone sensazioni che l’EP The boy Who Cried Terrified di gennaio aveva lasciato intravedere. Il talento di Mink emerge con forza in ogni aspetto del disco: dalle esecuzioni vocali fino alle produzioni (solamente due tracce contengono dei sample, tutto il resto è creato completamente da zero), vero punto esclamativo dell’album.

Mink aveva iniziato a fare musica 10 anni fa, per poi rilasciare sotto l’alter ego 9090gate nel 2023 London Saviour. Un titolo quanto mai visionario e profetico, vista la posizione ricoperta oggi dall’artista in riferimento alla wave UK.
Terrified è un viaggio dall’inferno al paradiso
In un’intervista per Apple Music con Zane Lowe, fakemink ha raccontato di aver sviluppato il concept dell’album dopo alcuni mesi trascorsi a Los Angeles con un amico. Un’esperienza che l’artista ha definito distruttiva, al punto da descriverla come un vero e proprio inferno.
Da qui nasce l’idea per il progetto: un viaggio quasi ascetico verso un Paradiso dantesco. In questo percorso, le melodie oscure e le basse frequenze delle prime tracce lasciano gradualmente spazio a sonorità più distese, fino ad arrivare all’ultima canzone, drumless e orientata verso un’estetica ambientale.

Mink si muove in questa esplorazione in modo quasi istintivo e inconsapevole: sul piano musicale, ciò che colpisce oltre alla qualità è la sicurezza con cui l’artista opera, una forma di audace presunzione che traspare in modo evidente.
Il progetto sembra una pellicola di David Lynch
All’interno dell’album è veramente complicato trovare una canzone fuoriluogo. Tutto suona alla perfezione, tutto sembra essere nel posto giusto, sintomo di grande precisione anche nella costruzione più fisica del progetto.
L’intro totalmente strumentale inizia a farci respirare il profumo sinistro e bagnato di Terrified, quasi come fosse la colonna sonora di una produzione horror, chiaramente influenzata da David Lynch, regista preferito dell’artista. All Eyes On Me e Playlist i synth futuristici e quasi claustrofobici fanno da sfondo all’inizio di una lenta risalita. I bassi sono estremamente distorti, le atmosfere decisamente cupe.

Like A Virgin è uno dei brani più interessanti della tracklist: emblema del collasso e del mistero, costruito su un organo che sorregge un testo sospeso tra ostentazione del lusso e senso di colpa. Si passa poi a Hard Candy che chiude l’inferno con pattern jerk massimalisti e una linea vocale velocizzata al limite del “chipmunk”.
La parte centrale del disco è sperimentazione pura: Essex Girl, Night, Blooming Jasmine e Wrong Relief sono manifesti per la musica di Mink, con suoni eccentrici e pitch esasperati. Questa triade anticipa Fire & Ice, un interludio di 7 minuti che chiude la prima parte del progetto. Forse uno dei pochi punti deboli del progetto, l’intermezzo finisce per spezzarne in modo netto il ritmo più che fare da collante tra le diverse sezioni del disco.
Creed è una delle tracce più incisive a livello emotivo. L’artista dell’Essex toglie i filtri e abbandona i pitch, rappando per la prima volta con il suo timbro naturale. E il brano funziona alla grande, accompagnandoci verso la fine del progetto. La chiusura coincide con Etna in cui fakemink rinuncia all’utilizzo delle batterie per ricercare sonorità ambient.
Terrified sarà molto influente nei prossimi anni

La performance di Mink in Terrified è di altissimo livello. L’album non è ovviamente privo di difetti: oltre all’interludio eccessivamente dilatato, i pitch risultano a tratti troppo estremi, arrivando al classico effetto “chipmunk”.
Ciò che colpisce maggiormente è la naturalezza con cui l’artista inglese, insieme ad altri nomi della sua scena (vedi EsDeeKid, Fimiguerrero…), si muove dentro la sperimentazione, esplorando sonorità nuove e orgogliosamente distintive.
Il progetto merita certamente un ascolto e rappresenta la voce significativa di una generazione di artisti cresciuti e formati nell’ecosistema dell’Internet Rap.
Fonti fotografiche: fakemink

