Se riaprono MTV è tutta colpa di Yung Pips
Da quando è uscito, ho Euroshit nelle orecchie a ripetizione. Il primo EP di Yung Pips, 9 tracce totali, è un progetto che centra in pieno l’obiettivo a cui tutti gli artisti dovrebbero puntare: la differenziazione. Pips unisce i classici suoni della trap a quelli dell’hyperpop degli anni 2000, con influenze dance elettroniche.
Una direzione nuova in Italia, condivisa con un piccolo gruppo di artisti tra cui Headows, ormai stretto collaboratore di Pips.

Una direzione giusta: Euroshit, tra migliaia di progetti che vengono pubblicati ogni giorno, riesce a distinguersi grazie alla sua identità forte e ben definita. Questo progetto emerge con forza perché riesce a mantenere un carattere unico e originale, anche in un panorama musicale estremamente saturo e competitivo come quello del rap contemporaneo. La sua capacità di farsi notare in mezzo a così tante uscite dimostra una qualità e una personalità che lo rendono davvero speciale e riconoscibile.
Yung Pips vive negli anni 2000. E gli piace
Gran parte della forza dell’artista sta nell’immaginario che si è creato e che traduce nelle sue canzoni. Pips vive negli anni 2000 e non lo mostra solo nel modo di cantare. Vestiti, colori, reference: tutto ciò che fa, tutto ciò che pubblica parla quella lingua.

Jeans, maglie da calcio, occhiali particolari. Pips incarna i valori dell’estetica Y2K. Nei suoi testi compaiono spesso nomi che rimandano ai primi anni 2000: Del Piero, Luca Toni, Cristiano Ronaldo.
All’iconico Motorola viene dedicata un’intera canzone, mentre i colori utilizzati sono sgargianti, eccentrici: per Euroshit, Pips ha scelto il verde Brat, super riconoscibile e legato alla moda di inizio millennio (oltre a essere una geniale mossa di marketing).
Cosa rimane di Euroshit oltre l’estetica?
Con Euroshit, Pips dimostra che non c’è solamente una direzione estetica: l’artista ha una grande capacità nel rappare e, quando serve, sa scrivere (se ti piace lo storytelling nel rap, clicca qui, non te ne pentirai:). Inoltre, le produzioni sono veramente di un altro livello.

Brb, la traccia conclusiva dell’EP è una profonda dichiarazione d’amore, mentre shot dopo shot è la storia del rapporto di amore e odio tra l’artista e la sua città, Torino. “Se 2Pac fosse nato in questa città / Sarebbe in cantiere a fare l’operaio, non la star“, una delle barre che più mi ha colpito dell’intero progetto.
Poi ci sono le hit della tracklist: gucci x4 ferragamo, oltre a contenere una strofa di alto livello di YD Frost ha un ritornello reso memorabile dalla ripetitività. #hihaters con Enny P ricalca le orme di MILLION DOLLAR BABE di ANNA, con vibes eurodance che esplodono in un ritornello super catchy, mentre dsq2 con Headows è un tentativo di ricreare Burocrazia RMX.
Per arrivare infine a colpa mia, primo singolo del progetto su cui è stato svolto un marketing perfetto su TikTok. La traccia che ha fatto conoscere Yung Pips alla maggior parte del suo pubblico attuale è l’inno perfetto che definisce lo stile eccentrico dell’artista.
Cosa aspettarsi adesso da Pips?

Ci sono margini di miglioramento? Assolutamente sì, senza alcun dubbio: a volte la delivery tende a perdersi a causa di uno stile eccessivamente disinvolto e rilassato nel rappare, e la monotonia della voce potrebbe risultare stancante e poco coinvolgente per alcuni ascoltatori più esigenti.
Tuttavia, Euroshit si presenta come un ottimo progetto di debutto, solido e ben strutturato, che apre in modo promettente la strada a Pips in un genere ancora tutto da esplorare e da scoprire appieno nel panorama musicale contemporaneo.
Fonti fotografiche: Yung Pips

