I concerti di Ye e Travis Scott alla RCF Arena sono stati definitivamente cancellati.

I concerti di Ye e Travis alla RCF Arena sono stati cancellati: se salta la musica, a rimetterci siamo solo noi


Hellwatt Festival chiude, i concerti di ye e Travis sono ufficialmente dimessi e i fan possono solo rimanere con le mani in mano

Ormai la notizia gira da qualche giorno e ha il sapore amaro dell’ennesima occasione sprecata: i concerti di Ye e Travis Scott alla RCF Arena di Reggio Emilia sono stati ufficialmente cancellati.

Nel comunicato ufficiale si legge che gli eventi sono stati dimessi “per motivi di ordine e sicurezza pubblica“. Dietro le quinte, però, le voci corrono. Da un lato c’è chi parla di gravi falle organizzative e di una gestione logistica tutt’altro che solida; dall’altro, la realtà di una paura strisciante, legata a proteste, contromanifestazioni e tensioni politiche. Una paura che non è solo italiana. Il timore di disordini e rivolte ha già spinto altri paesi europei tra cui Gran Bretagna, Francia e Polonia a sbarrare preventivamente le porte a Kanye West.

In Europa è passata la linea dura dell’esclusione. E, anche se in Italia questa non è stata segnalata come la causa principale del blocco, è evidente che l’ombra del divieto politico ha guidato, silenziosamente, le decisioni delle autorità.

Essere fan di Ye: riusciamo a separare l’arte dall’artista?

Ci sono stati tantissimi casi nella storia in cui separare l’arte dall’artista è stato veramente complicato. Basti pensare all’eclatante e recente storia di d4vd, indagato per omicidio della giovane Celeste Rivas. Situazioni che superano ogni limite e portano i fan a rinnegare genuinamente musica e arte.

La RCF Arena, anche nota come Campovolo.
La RCF Arena, anche nota come Campovolo

Facciamo però chiarezza su un punto fondamentale, liberando il campo da ipocrisie e moralismi: essere fan di Ye non significa essere nazisti.

Ascoltare la sua musica non equivale a firmare un manifesto ideologico, né significa supportare le sue uscite più controverse, le provocazioni deliranti o le dichiarazioni che giustamente fanno discutere il mondo.

Essere fan di Kanye significa semplicemente apprezzare la visione musicale, lo spessore artistico e l’immaginario di una personalità complessa, eccentrica e indubbiamente sopra le righe. Significa amare l’arte, scindendola dall’uomo.

La dura realtà: i fan sono diventati sacrificabili

Ma la verità che emerge da questo terremoto è un’altra, ed è molto più cinica. Oggi, essere fan di Ye significa soprattutto una cosa: essere sacrificabili.

Essere fan di Ye oggi significa essere sacrificabili
Essere fan di Ye oggi significa essere sacrificabili

In questo scontro tra burocrazia, timori politici e cortocircuiti organizzativi, l’unica parte lesa siamo noi che la musica la viviamo e la sosteniamo. Chi ha comprato i biglietti, chi ha pianificato viaggi, chi aspettava un evento epocale si ritrova a mani vuote e con l’ennesima email di rimborso in arrivo.

L’arte, in qualche modo, è stata censurata. Schiacciata dalla paura o dall’incapacità di gestire la complessità di un grande evento contemporaneo. E a noi non resta che stare a osservare, spettatori passivi di un sistema che preferisce vietare piuttosto che proteggere.

I concerti di ye e Travis Scott sono stati cancellati, forse per cattiva organizzazione, forse per timori politici. E l’unica cosa certa è che l’Italia perde una grande occasione di crescita culturale. E i fan che volevano godersi la musica dei propri artisti preferiti (vedi il nuovo progetto di Ye, Bully) si trovano, ancora una volta, a poter solamente guardare.

fonti fotografiche: Travis Scott, RCF Arena

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